Pierluigi Isola nasce a Roma il 2 giugno 1958, primo figlio di Giancarlo, apprezzato pittore. Il rapporto col padre, gli studi compiuti ed una profonda conoscenza dell’arte e della trattatistica antica, lo portano a confrontarsi, specie nelle tecniche, direttamente con la pittura dei grandi maestri e a fondare il proprio operare pittorico nella personale, costante meditazione di quei rapporti sottili che intercorrono tra realtà sensibile e mondo immaginale.
Attraverso un continuo rimando tra le cose e i luoghi quotidiani, la memoria di cui sono inevitabili portatori e l’eco delle loro possibili risonanze simboliche, la sua pittura è tesa ad assolvere ritualmente il compito di tenere congiunti visibile e invisibile, all’interno di uno spazio separato, sacro, alla lettera, un témenos.
Il suo modus operandi è caratterizzato da una profonda quanto solitaria contemplazione.
L’elemento dell’ozio che, per dirla con Benjamin, lo apparenta al Dio del settimo giorno, caratterizza la sua non direzionalità, sia nello spazio che nel tempo.
Ma la sua lentezza non si direbbe semplicemente un’inconscia protesta contro i ritmi del processo di produzione né il suo oziare una dimostrazione contro la divisione del lavoro. Il suo sguardo estraniato e insieme conciliante esprime tutta la condizione di dubbio e di irresolutezza che gli è connaturata. Egli è l’incarnazione della nostalgia e la nostalgia lo conduce irrimediabilmente in un tempo perduto. Per lui ogni strada è scoscesa.
Isola è stato allievo di Piero Guccione, Marcello Avenali e Alberto Ziveri. Ha insegnato tecniche dell’incisione presso la Calcografia Nazionale di Roma. Vincitore nel 1992 del Premio Arte Mondadori. È stato invitato a partecipare alla XII edizione della Quadriennale e ad esporre presso la Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati. Ha esposto inoltre a Villa Strohl Fern, in commemorazione dell’artista Francesco Trombadori, nonché presso la Galleria Comunale d’Arte Moderna di Roma.
Sue opere sono presenti presso le raccolte della Camera dei Deputati, della Galleria Comunale d’Arte Moderna di Roma e all’interno della Basilica di San Clemente in Roma, oltre che in numerose collezioni private in Italia e all’estero.
A partire dal 2001 ha iniziato la collaborazione con la Galleria Falteri di Firenze che lo ospita oggi con la sua terza mostra personale.
Hanno scritto di lui: Alberto Abruzzese, Tiziana d’Acchille, Lorenzo Canova, Francesco Donfrancesco, James Hillman, Gabriele La Porta, Gabriella Pace, Osvaldo Rossi, Vittorio Sgarbi, Duccio Trombadori e Cinzia Virno.